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La Classificazione Climatica secondo Thornthwaite

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Scritto da Matteo de Albentiis martedì 27 set 2005


La classificazione del Thornthwaite definisce i vari tipi di clima con valori numerici e in base a una logica che ha il suo fondamento nella determinazione dell'Evapotraspirazione e nel suo confronto con la quantità delle precipitazioni. Si tratta dunque di una classificazione quantitativa, basata su valori numerici oggettivi e non sulla distribuzione delle grandi formazioni vegetali, come avveniva nel sistema climatico proposto nel 1931 dallo stesso Thornthwaite; il quale tuttavia afferma, che anche la sua ultima classificazione può essere migliorata, ed esprime il parere che ciò potrà essere fatto quando si avrà la possibilità di pervenire a una più precisa determinazione dell'evapotraspirazione potenziale; egli riconosce inoltre di non aver potuto « collaudare» nel modo dovuto la sua formula nello studio del climi intertropicali e di quelli delle alte latitudini, ma di averne accertato la validità per i climi delle zone temperate. Per queste ultime effettivamente il sistema climatico del Thornthwaite porta a una suddivisione molto precisa dei vari tipi e sottotipi di clima e ciò risulta dal giudizio concorde di un gran numero di ricercatori che lo hanno applicato nei loro studi.
Possiamo rilevare che il Koppen e il Thornthwaite, pur avendoci dato due sistemi profondamente diversi dal punto di vista concettuale, hanno percorso lo stesso cammino nel perfezionare il loro metodo di classificazione dei climi. L'uno e l'altro infatti hanno fornito in una prima fase (il Koppen nel 1900 e il Thornthwaite nel 1931) una classificazione in cui i vari tipi di clima erano determinati empiricamente, con i confini stabiliti soprattutto in base allo studio della distribuzione della vegetazione mentre in seguito sono pervenuti a una definizione più razionale dei climi, determinandone i confini mediante dati numerici relativi ai principali elementi del clima.

 

Il Bilancio Idrico-Climatico di Thornthwaite

La medotologia utilizzata da Thornthwaite e Mater, partento dai dati di temperatura e precipitazione (medie mensili) e dal calcolo dell' evapotraspirazione, classifica il clima facendo ricorso ad alcuni indici, condensati in una "formula climatica" e ne sintetizza i risultati in un grafico riportante il Bilancio Idrico di un suolo.

Image

Questo grafico, in sintesi, tiene conto di:

  • Temperature e Precipitazioni medie mensili
  • Massimi e Minimi valori di Temperatura e Precipitazione
  • Caratteristiche Idriche del Suolo

In sintesi, inoltre enuncio i vari indici necessari per sviluppare il bilancio idrico-climatico secondo Thornthwaite senza dilungarmi troppo nella spiegazione dei calcoli elementari e necessari alla risoluzione dll'indice (in caso vi serva aiuto inviatemi una mail):

  • T = Temperature medie mensili
  • i = Indice di Calore Mensile in °C deducibile da tavole precompilate
  • ep = Evapotraspirazione Potenziale giornaliera non corretta (mm) per le diverse temperature medie mensili (°C) e per i valori dell'indice di calore annuo (I). Il tutto deducibile da tavole precompilate
  • k = Durata astronomica media mensile dell'insolazione nell'emisfero settentrionale espressa in unità di dodici ore
  • P = Precipitazione media mensile
  • EP = Evapotraspirazione Potenziale: Quantità di acqua che evaporerebbe se le risorse idriche del suolo fossero constantemente rinnovate
  • P-EP = Valore sottratto tra Precipitazione media mensile ed Evapotrespirazione potenziale mensile
  • A.P.WL = Cumulazione degli scarti negativi dei P-EP
  • ST = Capacità di ritenzione del suolo: Umidità del suolo trattenuta a seguito del deficit potenziale di acqua e deducibile da tavole precopilate in relazione alla tipologia di terreno
  • C.ST = Variazioni della Riserva idrica del suolo
  • AE = Evapotraspirazione Reale: Quantità d'acqua effettivamente evaporata dal suolo e traspirata dalle piante
  • D = Deficit Idrico: Differenza EP-AE, cioè quantità d'acqua necessaria a bilanciare le perdite
  • S = Surplus Idrico: Quantità d'acua che, una volta saturata la riserva idrica del suolo, va ad alimentare le falde freatiche ed il deflusso superficiale
  • RO = Deflusso Totale
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